Giovedì 29 gennaio, nel corso di Motore Italia Roma Capitale, anche Confcommercio Salute è stata protagonista della prima tappa 2026 del roadshow crossmediale promosso da Milano Finanza, dedicata a Roma Capitale e alle sfide economiche, infrastrutturali e sociali aperte dal post-Giubileo.

Un appuntamento che ha messo al centro una nuova agenda per la crescita, fondata su imprese, innovazione, transizione verde e capitale umano, chiamando la città a misurarsi con il proprio posizionamento competitivo nel contesto nazionale e internazionale. In questo quadro, il tema della sanità e del socio-sanitario ha assunto un rilievo strategico, non solo come ambito di welfare, ma come leva strutturale di sviluppo.

All’interno del panel “La sanità territoriale come motore dell’economia della longevità – Un nuovo paradigma industriale per l’Italia che invecchia”, il professor Fabio Miraglia, vicepresidente nazionale di Confcommercio Salute e presidente del Dipartimento Lazio, ha proposto una lettura netta e controcorrente: l’invecchiamento della popolazione non è un problema da gestire, ma una grande opportunità industriale.

Giovedì 29 gennaio, nel corso di Motore Italia Roma Capitale, anche Confcommercio Salute è stata protagonista della prima tappa 2026 del roadshow crossmediale promosso da Milano Finanza, dedicata a Roma Capitale e alle sfide economiche, infrastrutturali e sociali aperte dal post-Giubileo.

Un appuntamento che ha messo al centro una nuova agenda per la crescita, fondata su imprese, innovazione, transizione verde e capitale umano, chiamando la città a misurarsi con il proprio posizionamento competitivo nel contesto nazionale e internazionale. In questo quadro, il tema della sanità e del socio-sanitario ha assunto un rilievo strategico, non solo come ambito di welfare ma come leva strutturale di sviluppo.

Dalla sanità come costo alla sanità come asset industriale

All’interno del panel “La sanità territoriale come motore dell’economia della longevità – Un nuovo paradigma industriale per l’Italia che invecchia”, il professor Fabio Miraglia, vicepresidente nazionale di Confcommercio Salute e presidente del Dipartimento Lazio, ha proposto una lettura netta e controcorrente: l’invecchiamento della popolazione non è un problema da gestire ma una grande opportunità industriale.

In Italia la silver economy vale oggi circa 620 miliardi di euro, pari a quasi il 30% del PIL, con oltre 14 milioni di over 65 e una crescita prevista nei prossimi anni. In questo scenario, la sanità territoriale non può più essere considerata un centro di costo ma va riconosciuta come infrastruttura produttiva dell’economia della longevità, capace di generare occupazione qualificata, domanda di innovazione tecnologica, valore economico locale e attrattività territoriale .

Il cambio di paradigma è chiaro: dalla sanità come spesa da contenere alla sanità come asset da sviluppare; dall’anziano come paziente passivo all’anziano come cittadino attivo e parte di un mercato in espansione; dal territorio come periferia da servire al territorio come ecosistema da rigenerare .

Le RSA come moltiplicatori di valore economico e sociale

Una visione che evidenzia come le strutture sanitarie territoriali – e in particolare le RSA – rappresentino già una rete capillare diffusa su tutto il Paese: oltre 7.000 strutture, circa 300.000 posti letto, con un impatto diretto sull’occupazione e sull’indotto locale.

Una RSA non genera solo assistenza ma lavoro, filiera economica, formazione, innovazione e servizi per la comunità. Inserita in un contesto territoriale, può diventare un punto di riferimento per la telemedicina, il monitoraggio remoto, l’integrazione con gli ospedali e le Case della Comunità, contribuendo concretamente alla continuità assistenziale e alla riduzione della pressione sul sistema ospedaliero .

Il Lazio come laboratorio di nuova sanità territoriale

E’ su questa visione che, a livello territoriale, si innesta l’azione concreta che Conf Salute Lazio, insieme ad ACOP Lazio, sta portando avanti. Un percorso pienamente coerente con i temi emersi a Motore Italia e illustrati dallo stesso Miraglia.

La proposta presentata alla Regione Lazio dall’associazione parte infatti da un dato strutturale: le RSA rappresentano oggi la più capillare infrastruttura socio-sanitaria del territorio regionale, presente tanto nelle aree metropolitane quanto nei piccoli centri e nelle zone interne. Da qui l’idea di trasformarle in Hub Territoriali Digitali, integrati nella rete sanitaria regionale, connessi agli ospedali attraverso la telemedicina, in dialogo con le Centrali Operative Territoriali e capaci di garantire una reale continuità assistenziale.

A supporto della proposta, Conf Salute e ACOP hanno presentato uno studio comparativo sui modelli europei e internazionali più avanzati – dalla Francia alla Germania, dai Paesi nordici all’Olanda – con l’obiettivo di fare del Lazio un laboratorio sperimentale unico in Italia, in grado di produrre un modello replicabile di nuova medicina territoriale.

Un elemento centrale della proposta è l’approccio responsabile del privato accreditato: non una richiesta di nuove risorse ma la costruzione condivisa di un sistema più efficace, in cui l’iniziativa imprenditoriale della sanità privata si integri pienamente con il servizio pubblico, nell’interesse dei cittadini e della sostenibilità del sistema.

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