Solitudine degli anziani con demenza: una guida per tutelare loro e i caregivers

Tra curva dei contagi in lieve calo e ultime misure del Decreto Covid, quello della solitudine degli anziani rimane un tema delicato su cui è necessario tornare. Il lockdown che ha interessato gli italiani dai primi mesi del 2020 ha lasciato segni profondi sulla popolazione più anziana e fragile. In particolare, il lockdown della scorsa primavera è stato molto duro per gli anziani con demenza, con ripercussioni sul loro benessere mentale e su quello dei loro caregivers. Lo dimostra uno dei primi studi condotti in Italia per valutare l’impatto dell’isolamento sociale sulle condizioni dei pazienti anziani con demenza, pubblicato su Neurological Sciences. Lo studio è stato condotto dallo Stroke & Dementia Lab, nuovo laboratorio di ricerca istituito all’interno del Dipartimento di Scienze Biomediche e Cliniche Luigi Sacco dell’Università di Milano con il contributo dell’Associazione per la Ricerca sulle Demenze Ard Onlus.

I dati, raccolti su circa cento anziani che hanno trascorso i mesi da marzo a maggio 2020 nella loro casa o in quella del caregiver, sottolineano quattro disagi comparsi o peggiorati durante le settimane di isolamento: agitazione e aggressività, manifestatesi per la prima volta o diventate più frequenti nel 21% dei pazienti, ansia (15%), apatia e indifferenza (13%), irritabilità (12%). Si è registrato anche un 10% di anziani per cui è comparsa o si è aggravata la depressione, in oltre il 6% sono emersi disturbi del sonno, allucinazioni, delusione. I dati raccolti evidenziano poi che gli anziani con demenza hanno un maggior rischio di contrarre Covid e di andare incontro a malattia grave o complicanze, anche neurologiche. Ma anche i caregivers hanno risentito del periodo trascorso in solitudine: quasi uno su quattro ha dovuto rivolgersi al medico per chiedere consiglio su come gestire i disturbi psico-comportamentali.

Proprio per questo, al fine di ridurre il pericolo di malattia, minimizzare la probabilità di conseguenze negative psico-comportamentali e gestire al meglio le difficoltà in casa, dagli esperti arriva un decalogo di consigli dedicati ai caregivers per tutelare la salute mentale degli anziani con demenza. Vediamo quindi 10 consigli per gestire gli anziani con demenza durante la pandemia:

  1. Fare estrema attenzione a limitare il pericolo di contagio, mantenendo il domicilio dell’anziano una zona sicura: per esempio, è bene lavarsi le mani e cambiare gli abiti rientrando, sanificare cellulari e borse, lasciare fuori le scarpe;
  2. Se non è possibile uscire in sicurezza, prevedere esercizio fisico indoor (stretching, cammino) e attività cognitivamente stimolanti come lettura, giochi di carte, lavoretti manuali;
  3. Organizzare incontri virtuali con altri caregiver o gruppi per esercizi, attività ricreative e chiacchierate, ma anche sessioni di teleriabilitazione cognitiva e fisica con i terapisti;
  4. Monitorare parametri come pressione, frequenza cardiaca, temperatura, saturazione dell’ossigeno, glicemia: tenere sotto stretto controllo la pressione può aiutare contro un aggravamento della demenza;
  5. Sottoporre l’anziano a periodiche, semplici valutazioni della funzionalità cognitiva, eventualmente anche sfruttando test online indicati dal medico;
  6. Individuare anche con l’aiuto degli operatori sanitari quali situazioni scatenano la comparsa di sintomi come aggressività, ansia, irritabilità così da evitarle;
  7. Registrare gli episodi di comportamento di difficile gestione e discuterne con gli operatori sanitari di riferimento, così da ricevere consigli personalizzati per poterli affrontare al meglio;
  8. Avere a disposizione un contatto facilmente raggiungibile (infermiere, medico di famiglia, geriatra) da poter consultare in caso di problemi psico-comportamentali;
  9. Ricordare che il delirium può essere una delle prime manifestazioni di Covid in pazienti anziani con demenza;
  10. Avere a portata di mano il numero di emergenza da chiamare in caso di emergenze psico-comportamentali che non si riescono a gestire da soli, come i gesti violenti o autolesionisti.

 

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