Videosorveglianza obbligatoria in Rsa: con accordo Stato-Regioni, più tutela ad anziani e disabili

Gli ultimi giorni del 2021 portano con sé una notizia significativa: è stato infatti approvato l’accordo Stato-Regioni in base al quale si impone l’obbligatorietà della videosorveglianza all’interno delle Rsa, inteso come prerequisito indispensabile per autorizzarne l’apertura. Una misura che ha come obiettivo quello di tutelare maggiormente anziani e disabili accolti nelle strutture.

L’obbligatorietà della sorveglianza sarà dunque un prerequisito indispensabile al fine di autorizzare l’apertura delle strutture e dovrà essere rispettata anche dalle strutture già in esercizio sprovviste di sistemi di videosorveglianza.

La misura è stata annunciata a pochi giorni dall’operazione condotta dalla Guardia di Finanza che ha portato alla scoperta della residenza lager “Suor Rosina La Grua onlus” di Castelbuono, presso la quale i disabili venivano maltrattati.

In base all’accordo, saranno destinati alle Regioni 80 milioni di euro che serviranno a installare i sistemi di videosorveglianza nelle strutture sociosanitarie e socioassistenziali presso le quali vengono ricoverati anziani e disabili. I fondi dovranno essere suddivisi tra i differenti territori in proporzione al numero di strutture presenti. In questo contesto, quindi, il principale obiettivo dell’accordo Stato-Regioni consiste nel garantire una maggiore tutela ai soggetti fragili che vengono ricoverati nelle strutture residenziali, semiresidenziali o diurne.

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