Covid e Rsa: le regole d’accesso del Ministero della Salute per assistiti e familiari

La curva dei contagi da Covid torna stabile dopo la seconda ondata che ha colpito l’Italia durante l’autunno 2020. A causa della nuova impennata, da novembre si sono rese necessarie nuove restrizioni, come la chiusura di bar e ristoranti, il divieto di spostamento tra regioni a rischio, nonché il divieto di accesso alle Rsa per le visite ai parenti residenti nelle strutture.Tuttavia, alla luce di un’attenuazione dei contagi in varie regioni, con la Circolare del 30 novembre 2020 il Ministero della Salute fornisce indicazioni sulla ripresa in sicurezza di visite e contatti presso gli anziani in strutture residenziali e indicazioni per i nuovi ingressi nell’evenienza di assistiti positivi nella struttura.

“Le strutture residenziali sociosanitarie e socio assistenziali e gli hospice si legge nella Circolare ospitano persone anziane o disabili che costituiscono una fascia di popolazione particolarmente fragile e a maggior rischio di evoluzione grave se colpita datovi-19. Per questo motivo si sono rese necessarie misure particolarmente stringenti di prevenzione e controllo delle infezioni per tutelare la salute degli assistiti in queste strutture. D’altra parte, l’attuazione di tali misure hanno determinato una riduzione dell’interazione tra gli individui e un impoverimento delle relazioni socioaffettive che, in una popolazione fragile e in larga misura cognitivamente instabile, possono favorire l’ulteriore decadimento psicoemotivo determinando poi un aumentato rischio di peggioramento di patologie di tipo organico”.

Qui si collocano, secondo il Ministero della Salute, le proposte della Commissione per la riforma dell’assistenza sanitaria e sociosanitaria della popolazione anziana, istituita presso il Ministero della Salute con Decreto Ministeriale 8 settembre 2020, riguardanti la ripresa in sicurezza di visite e contatti presso gli anziani in strutture residenziali, che, a partire dall’analisi degli elementi di criticità caratterizzanti il sistema residenziale sociosanitario per la terza età, individuano soluzioni organizzative utili per ripristinare in sicurezza le attività socio-relazionali all’interno delle strutture, altrettanto necessarie quanto quelle sanitarie.

Ecco dunque le indicazioni sulla ripresa in sicurezza di visite nelle Rsa, dai test antigenici rapidi a visitatori e personale, fino alle misure per l’ingresso di parenti e amici.

Indicazioni generali

Poiché l’isolamento sociale e la solitudine rappresentano motivo di sofferenza e importanti fattori di rischio nella popolazione anziana per la sopravvivenza, lo stato di salute fisica e mentale, devono essere assicurate le visite dei parenti e dei volontari per evitare conseguenze di isolamento sulla salute degli ospiti delle residenze. Le visite devono essere effettuate in sicurezza tramite adeguati dispositivi di protezione e adeguate condizioni ambientali.

È necessario che tutte le strutture residenziali approntino adeguate misure perché ad ogni ospite sia data facoltà di collegarsi regolarmente in modalità digitale con i propri congiunti e amici, al fine di scongiurare un isolamento forzato e garantire per quanto possibile occasioni di relazione sociale e affettiva. Deve essere favorita la ripresa delle attività sanitarie e sociosanitarie eventualmente sospese quali fisioterapia, logopedia e terapia occupazionale e deve essere facilitato l’apporto degli assistenti sociali, assistenti personali e del volontariato.

Si sollecitano soluzioni tipo “Sala degli abbracci”, dove un contatto fisico sicuro può arrecare beneficio agli ospiti in generale e a quelli cognitivamente deboli; devono comunque essere previsti adeguati protocolli al fine di garantire il contenimento del rischio e la sicurezza degli ospiti, dei lavoratori, dei volontari e dei visitatori. Si ricordano le indicazioni per il tracciamento di tutti gli ingressi e l’opportunità di attivare forme di monitoraggio sulle visite e i contatti effettuate nelle residenze.

Test antigenici rapidi per i visitatori alle strutture residenziali autorizzati dal direttore della struttura

Si raccomanda di promuovere strategie di screening immediato, tramite la possibilità di esecuzione di test antigenici rapidi ai familiari/parenti/visitatori degli assistiti. Questi test possono essere effettuati direttamente in loco e, in caso di esito negativo, i visitatori sono autorizzati ad accedere alla struttura secondo le indicazioni fornite dal direttore della struttura.

Test molecolari per lo screening dei nuovi ingressi di assistiti e per il personale delle strutture

Il test antigenico rapido al momento è indicato in quei contesti in cui sono vantaggiosi l’identificazione e l’isolamento rapido dei positivi a tutela dei soggetti fragili a rischio di complicanze e delle larghe comunità chiuse permettendo, inoltre, una veloce identificazione dei casi evitando così la diffusione del virus. Tuttavia, i test antigenici rapidi attualmente a disposizione hanno una minore sensibilità, mentre il test molecolare permette di identificare con la massima sensibilità i soggetti positivi. Pertanto il test molecolare è raccomandato per l’ingresso di assistiti in larghe comunità chiuse e per lo screening degli operatori sanitari/personale che operano in contesti ad alto rischio.

Sospensione dell’accesso ai visitatori nelle strutture socioassistenziali e sociosanitarie qualora sia presente un caso Covid-19 o un focolaio in atto

Qualora si verificasse l’insorgenza di una positività in un soggetto, è necessario sospendere le visite. Le visite agli assistiti in isolamento o in quarantena possono essere tuttavia consentite in casi selezionati secondo la valutazione dei Direttori delle strutture e in base alle possibilità delle stesse di gestire in modo completamente autonomo le aree con pazienti Covid da quelle con gli assistiti negativi.

Sospensione di nuovi ingressi nelle strutture residenziali sociosanitarie e socioassistenziali con casi tra gli assistiti

Alla luce delle difficoltà a definire in tempi brevi l’effettiva circolazione del virus all’interno di una struttura in cui un assistito è risultato positivo, a causa del tempo di incubazione che può arrivare anche a 14 giorni, si raccomanda di sospendere gli ingressi di nuovi assistiti nella struttura sino alla risoluzione del focolaio. Può essere considerato l’ingresso di nuovi assistiti in caso siano presenti assistiti positivi.

Hospice

Nelle strutture residenziali la visita può essere autorizzata in situazioni di fine vita di assistiti affetti da Covid, dalla Direzione della struttura, previa appropriata valutazione dei rischi-benefici. In particolare, negli hospice, considerata la loro natura, questa pratica deve essere quanto più possibile applicata.

Misure organizzative e di prevenzione delle infezioni

Si raccomanda alle direzioni delle strutture di attuare tutte le misure di prevenzione delle infezioni e di programmazione e la gestione delle visite. Si raccomanda altresì di attuare la formazione specifica degli operatori della struttura, nonché di vigilare sul rispetto delle misure igieniche e di prevenzione individuate per il contenimento del rischio, da parte degli operatori, volontari, ospiti e visitatori della struttura.

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su email

Potrebbe interessarti anche

News

Cover stories