Covid, stop allo stato d’emergenza dal 31 marzo: le indicazioni alle Regioni in caso di recrudescenza

Il termine dello stato di emergenza legato al Covid è stato fissato e ribadito dal Governo al 31 marzo. Tuttavia in una lettera il commissario all’emergenza Francesco Paolo Figliuolo ha informato le Regioni sulla possibilità di ricevere, ed eventualmente stoccare, materiale nella disponibilità della Struttura commissariale (es. mascherine chirurgiche, tute di protezione, gel igienizzante, etc.), al fine di predisporre le misure necessarie a fronteggiare un’eventuale nuova recrudescenza della pandemia.

Vaccini e quarta dose

Si legge nella lettera: ”Al momento, è stata avviata la somministrazione della dose agli immunocompromessi, ma la situazione sarà oggetto di monitoraggio per valutare l’eventuale allargamento di tale platea; nella platea del booster, includendo anche il mese di marzo, ci sono 8 milioni di persone che non hanno ancora ricevuto la dose aggiuntiva e, di queste, circa 4,5 milioni sono guarite da al massimo 4 mesi (il dato è in crescita) e, pertanto, potrebbero successivamente ricevere la somministrazione; buona parte delle dosi di vaccino mRNA in afflusso nella seconda metà di marzo e nel mese di aprile è stata resa disponibile alle donazioni, sia per supportare paesi in difficoltà sia per non generare surplus di vaccino superiore alle esigenze previsionali“.

E ancora: “Laddove dovesse emergere la necessità di riorientare le consegne verso le esigenze nazionali e contingenti, sarà necessario operare la scelta con un mese di anticipo e, comunque, sapendo che il quantitativo di dosi in arrivo sarà pari a quello contrattualmente previsto che, di per sé, non è generalmente sufficiente a consentire tutte le somministrazioni auspicate in un ristretto periodo di tempo”.

Materiali e farmaci

Un altro passaggio della lettera: “Le attività di preparazione, in particolare approvvigionamento e stoccaggio di materiali e farmaci, insieme ai piani di attuazione di quanto necessario a garantire il bene primario della salute pubblica, sono elementi imprescindibili per assicurare un’adeguata ‘preparedness’ in caso di emergenze sanitarie e devono essere considerati preminenti su tutto. L’esperienza maturata dal sistema Paese testimonia l’importanza di essere lungimiranti e fedeli ai principi di massima precauzione, ponendo l’accento sulla concreta ed immediata disponibilità di risorse”.

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