COMUNICATO STAMPA – Roma, mercoledì 25 marzo 2026
Caos interpretativo, contenziosi in crescita e forti disomogeneità territoriali. Conf Salute, associazione di Confcommercio che rappresenta le imprese del comparto socio-sanitario italiano, ha inviato al Governo, alla Conferenza Stato-Regioni e ad ANCI una proposta nazionale per fare chiarezza sulle rette nelle RSA e sulla compartecipazione alla spesa, con l’obiettivo di uniformare l’applicazione delle regole e ridurre le tensioni tra famiglie, enti locali e gestori.
Al centro dell’iniziativa, una richiesta chiara: intervenire non per riscrivere il sistema ma per garantirne un’applicazione omogenea su tutto il territorio nazionale, oggi resa incerta da interpretazioni non uniformi e da un crescente contenzioso, in particolare sul principio di “inscindibilità tra cura e assistenza”.
Il documento elaborato dall’associazione individua una serie di interventi mirati: un chiarimento interpretativo nazionale sui Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) attraverso linee guida condivise con le Regioni, la definizione di criteri omogenei per la determinazione della quota sanitaria nelle RSA e un rafforzamento strutturale del Fondo per la non autosufficienza, quale leva fondamentale per sostenere le famiglie con maggiore fragilità economica.
La proposta interviene inoltre su uno dei nodi più critici del sistema, quello del rapporto tra cittadini e amministrazioni locali, indicando la necessità di una maggiore chiarezza sul ruolo dei Comuni nell’integrazione delle rette, con tempi e modalità più definiti. Viene inoltre evidenziata l’esigenza di definire criteri clinici condivisi per l’applicazione del principio di inscindibilità, così da evitare interpretazioni estensive e disomogenee, e di rafforzare la trasparenza nella composizione delle tariffe, per consentire ai cittadini di distinguere con chiarezza tra quota sanitaria e quota sociale.
“Il problema delle RSA oggi non è la mancanza di norme ma la mancanza di chiarezza nella loro applicazione – evidenzia Luca Pallavicini, presidente nazionale di Conf Salute -. Abbiamo ritenuto necessario portare all’attenzione del Governo una proposta organica che non riscrive il sistema ma può contribuire a renderlo più uniforme, equo e sostenibile”.
Il quadro di riferimento resta quello dei Livelli Essenziali di Assistenza, che distinguono tra prestazioni a carico del Servizio sanitario nazionale e prestazioni di lungoassistenza residenziale, per le quali è prevista una compartecipazione regolata da criteri di equità economica. Negli ultimi anni, tuttavia, l’applicazione di queste regole è stata resa più complessa da interpretazioni non uniformi, generando contenziosi e disuguaglianze tra territori.
“Non chiediamo di spostare tutto sul Servizio sanitario nazionale – conclude Pallavicini – ma di applicare le regole in modo chiaro e uniforme. In gioco non ci sono solo equilibri finanziari ma la qualità e la sostenibilità dell’assistenza alle persone più fragili”.











