Servizi ad aziende e operatori del mondo della Sanità: l’importante partnership tra Confcommercio Salute e Aon

Prosegue il duplice percorso di Confcommercio Salute, Sanità e Cura. Da un lato gli aspetti legati all’informazione, anche attraverso notizie e approfondimenti costanti sul portale confcommerciosalute.it, per orientare cittadinanza e professionisti del sanitario e socio-sanitario su molti argomenti. Dall’altro il prezioso lavoro sul fronte del servizio alle aziende e agli operatori di settore, volto a fornire strumenti e soluzioni di supporto e orientamento su temi specifici e necessità di tutti i giorni, reso possibile dalla rete sinergica creata da Confcommercio Salute con diverse realtà di grande livello.

A tal proposito, è cruciale il percorso di partnership intrapreso, con grande orgoglio ed entusiasmo, con l’importante realtà di Aon, il primo gruppo in Italia e nel mondo nella consulenza dei rischi e delle risorse umane, nell’intermediazione assicurativa e riassicurativa. Abbiamo incontrato Marco Boretti, Vice Direttore Generale, Consigliere d’Amministrazione e Head of Commercial Risk Nord di Aon SpA e Giorgio Moroni, Consigliere di Amministrazione e Affinity Director di Aon SpA.

Dottor Boretti, partiamo con lei, cosa rappresenta per Aon questa partnership?
«Vorrei ringraziare innanzitutto il Presidente di Confcommercio Salute, Sanità e Cura Luca Pallavicini per l’opportunità che ci ha dato di essere loro partner. Per noi di Aon è importante essere insieme ad un’organizzazione che si occupa del mondo della salute, soprattutto in un momento difficile come questo. Come società siamo vicini a Confcommercio: siamo iscritti ad Asseprim, l’associazione che si occupa e unisce le società di servizi professionali alle imprese, di cui sono membro di giunta. Per noi è quindi la conferma di quanto sia importante il mondo di Confcommercio nella sua totalità, in questo caso di Confcommercio Salute».

Aon e sfera del sanitario, ci può introdurre le principali “capabilities” del vostro gruppo sul tema?
«Aon è un broker assicurativo che conta 1600 dipendenti in Italia e 25 uffici, che copre quindi tutto il territorio nazionale. Tra le diverse specializzazioni, contiamo anche quelle legate alla salute, dal rimborso spese mediche al mondo del welfare, mi riferisco ai piani di flexible benefit per i dipendenti, anche per i dipendenti delle aziende iscritte a Confcommercio Salute. Ci occupiamo poi anche del tema della responsabilità civile e professionale delle strutture sanitarie e socio-sanitarie e dei suoi dipendenti. Insomma uno spettro di prodotti e servizi ampio in ambito salute».

Approfondiamo alcuni aspetti anche con il dottor Moroni. In primis il tema dell’assicurazione della Responsabilità Professionale degli esercenti la professione sanitaria, dipendenti e professionisti: come lavora Aon su questo fronte?
«Aon ha una sua divisione, composta da una sessantina di colleghi che si occupa di Rc professionale e che è stata costituita una decina di anni fa, quando in Italia è stato introdotto l’obbligo assicurativo per tutte le professioni ordinistiche, tra cui appunto anche quelle sanitarie. Nell’ambito di questa divisione, almeno una quindicina di colleghi lavorano al servizio delle professioni sanitarie. Considerate che Aon è un broker che lavora esclusivamente con le federazioni sanitarie, le società scientifiche e i sindacati delle professioni sanitarie. Attualmente Aon gestisce, attraverso  le coperture di gruppo, di oltre 30mila medici professionisti in tutta Italia».

Rc sanitaria: ci può accennare le principali caratteristiche del mercato assicurativo in merito?
«Nell’ambito delle Rc professionali, il mercato delle Rc sanitarie costituisce un’anomalia, dal momento che è estremamente ristretto e sussistono delle posizioni molto vicine all’oligopolio, se non al monopolio. È dunque una situazione difficile, che tuttavia la Legge Gelli-Bianco non ha saputo migliorare. Potremmo anche dire che tale situazione può favorire una realtà così importante come Aon, ma la realtà è che anche noi speravamo che la legge avrebbe aiutato ad allargare il mercato assicurativo a tutela del paziente. Tutto ciò non è ancora avvenuto».

Rimaniamo sull’argomento. Vi sono casi in cui un regolamento attuativo vada a vanificare gli effetti della Legge Gelli-Bianco del 2017 (che ha regolamentato la responsabilità di professionisti sanitari e strutture). Quanto è importante da parte di  Aon riuscire a garantire quel supporto atto a far sì che limiti di questo tipo non emergano?
«Non sarebbe la prima volta che il ritardo di un decreto attuativo vanifichi gli effetti e l’applicazione di una legge in Italia. In genere i decreti attuativi escono dopo diversi anni dall’approvazione della legge. La Legge Gelli-Bianco non fa eccezione. Vi è però un elemento grave in più quando parliamo di questa legge: come accennato, l’assenza di un vero mercato assicurativo avrebbe dovuto comportare un’attenzione maggiore da parte del legislatore. In realtà è stato poi commesso un errore di fondo: nella Legge Gelli-Bianco c’è un’analogia tra Rc Sanitaria e Rc Auto, quando invece parliamo di responsabilità civili radicalmente diverse tra loro. In fondo, dopo mezz’ora da un incidente con l’auto possiamo già stabilire i danni arrecati e spesso le responsabilità. Nei casi di sinistro di Rc sanitaria, la quantificazione dei danni, della responsabilità e la maturazione del danno possono occupare un tempo che va dai 5 ai 10 anni o più. I decreti attuativi dovrebbero occuparsi di rendere applicabile la legge: alla luce dell’importanza della Legge Gelli, noi crediamo che chi ha redatto i decreti attuativi finora usciti (quelli la cui bozza è conosciuta) avrebbe dovuto farlo ascoltando in primis gli operatori del mercato, ovvero le compagnie di assicurazione e i broker».

Alla luce di quanto emerso è chiaro quanto sia importante, e insita nella filosofia di lavoro di  Aon, la fase di ricerca delle coperture assicurative. È così?
«Assolutamente. È importante anche per un motivo molto semplice: la nostra linea guida deve essere da un lato la tutela del paziente e dell’assicurato, dall’altro la tutela del patrimonio dell’assicurato. Alla luce di quanto detto, sono fondamentali le delimitazioni temporali della copertura, ovvero la retroattività e la ultra-attività in caso di cessazione. Questo è assolutamente parte della nostra filosofia di lavoro, da sempre, motivo per cui oggi siamo in condizione di introdurre sul mercato polizze all’avanguardia e assolutamente conformi ai criteri di copertura e sicurezza richiesti dalle norme e dai professionisti stessi».

 

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