“La riforma della programmazione socio-sanitaria e i nuovi meccanismi di accreditamento previsti dalla nuova legislazione nazionale di settore non possono tradursi in un processo di concentrazione del mercato a danno delle piccole e medie imprese che finora hanno garantito una adeguata qualità nella erogazione dei servizi territoriali. Siamo di fronte a una svolta del sistema che va governata con buon senso, trovando i giusti correttivi che tutelino la continuità delle strutture già accreditate e contrattualizzate. Chiediamo che le procedure comparative riguardino esclusivamente i nuovi accreditamenti e non le strutture già contrattualizzate in possesso dei requisiti di qualità, che sia garantita una clausola di continuità per le realtà operative integrate nel sistema pubblico e che i criteri di selezione siano proporzionati[…]

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