Autunno-inverno e il Covid: i 5 “stabilizzatori della pandemia” promossi da Oms Europa

“Guardare al futuro e prepararsi per il futuro è molto più difficile”, ma è qualcosa che “deve essere affrontato con urgenza”. L’Organizzazione Mondiale della Sanità Europa “sta lanciando la sua strategia autunno-inverno per Covid-19 e gli altri virus respiratori, per prepararsi alle prossime ondate. Aspettare l’autunno per agire sarà troppo tardi”. E’ il monito lanciato da Hans Kluge, direttore dell’Ufficio regionale dell’Oms per l’Europa, che in una nota ha illustrato i punti principali della nuova strategia anti-coronavirus, esortando i Paesi ad “affrontare urgentemente le lacune” nel monitoraggio e nella risposta alla pandemia, per “evitare morti prevenibili e gravi interruzioni” dei servizi.

La regione europea ha visto triplicare i nuovi casi nelle ultime 6 settimane, con quasi 3 milioni di contagi segnalati la scorsa settimana, che rappresentano quasi la metà di tutti i nuovi casi a livello globale. Mentre i tassi di ospedalizzazione causa Covid sono raddoppiati nello stesso periodo, i ricoveri in terapia intensiva finora sono rimasti relativamente bassi.

Oms Europa propone “l’applicazione coerente di 5 stabilizzatori della pandemia”, sottolineando come questa “continuerà a essere fondamentale per proteggere le persone questo autunno e inverno”. Al primo posto c’è il vaccino anti-Covid. L’agenzia Onu per la salute chiede che venga aumentata la copertura nella popolazione generale. E poi l’indicazione sul secondo booster è che venga “somministrato alle persone immunocompromesse di età dai 5 anni in su e ai loro contatti stretti”. Va poi valutata la “possibilità di offrire una seconda dose di richiamo a specifici gruppi a rischio, almeno 3 mesi dopo l’ultima dose”. Per l’Oms Europa andrà inoltre “promosso l’uso della mascherina al chiuso e sui mezzi pubblici”. Quarto punto: ventilare gli spazi pubblici e affollati (come scuole, uffici e trasporti pubblici). E infine il quinto: applicare rigorosi protocolli terapeutici per chi è a rischio di malattia grave.

Questi 5 punti fondamentali dovrebbero essere sostenuti, fra le altre cose, dal rafforzamento delle capacità di laboratorio per garantire il rilevamento diagnostico rapido e affidabile di Sars-CoV-2 e il tracciamento delle varianti, integrato dall’uso continuo da parte della popolazione di test rapidi.

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