I diritti degli anziani e la pandemia: dove intervenire tra salute e inclusione sociale

Dallo scoppio della pandemia da Covid, molte problematiche preoccupano determinate fasce di popolazione, da quelle sanitarie a quelle economiche. Tra le tante, vi è una problematica che sembra interessare indistintamente ognuno di noi: quella relativa ai diritti umani messi a rischio dalla pandemia. Sono infatti tanti i diritti umani che rischiano di non essere riconosciuti o di essere “sospesi”, soprattutto quelli delle persone più fragili come gli anziani.

Per questo Age Platform Europe ha pubblicato un documento dal titolo “Covid-19: preoccupazioni per i diritti umani degli anziani”. Secondo il documento, la pandemia ha messo in evidenza quattro importanti questioni che riguardano tutti, ma in particolar modo gli anziani:

  • Il valore della solidarietà fra le generazioni e fra i Paesi Europei per poter superare al meglio e più in fretta la crisi e pianificare la fase di ripresa
  • La necessità di controbilanciare il distanziamento fisico con una più forte vicinanza sociale
  • L’attenzione alla protezione e al rispetto dei diritti umani delle persone più deboli e fra queste gli anziani in particolar modo
  • L’esigenza di ascoltare anche la loro voce nel programmare le misure per un graduale ritorno alla cosiddetta “normalità”

Il documento di Age Platform Europe approfondisce aspetti ripresi in una lettera aperta che Age ha inviato il 20 aprile 2020 alla Presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen. Vediamo più nello specifico i 6 aspetti messi in luce da Age Platform.

Diritto alla salute

L’accesso ai servizi di emergenza e la disponibilità dei farmaci devono essere garantiti a tutti e in particolare agli anziani che più degli altri hanno problemi di multi-cronicità e spesso sono affetti da seri problemi di salute. Età e disabilità dovrebbero essere utilizzati come criteri unici o primari nel definire le priorità nell’accesso alle terapie intensive e/o a dispositivi di cui vi sia ridotta disponibilità.

Attenzione alle persone in condizioni di elevata vulnerabilità

  • Anziani in case di riposo o strutture protette:
    Le notizie provenienti dall’Italia e dall’Europa evidenziano come sia essenziale un’azione più intensa da parte delle Istituzioni per monitorare la situazione delle case di riposo e delle strutture protette (pubbliche e private). Deve essere controllato lo stato di salute degli ospiti e degli operatori e si debbono attuare tutte le misure perché venga garantita la disponibilità di strumenti di protezione ed evitato il contagio. È poi di primaria importanza il controllo del rispetto dei diritti degli anziani a partire da quello del rispetto della loro dignità. Da incoraggiare forme alternative d’interazione fra ospiti e familiari come l’uso frequente del telefono e della videoconferenza oppure anche incontri fisici con i familiari in locali appositi e con tutte le idonee precauzioni.
  • Anziani che vivono soli in casa:
    Agli anziani che vivono da soli deve essere garantito l’accesso ai beni essenziali come cibo e farmaci. Debbono essere organizzati servizi di consegna a domicilio nel caso in cui essi non siano in grado di acquisire tali beni in maniera autonoma. Per questi anziani inoltre devono essere intensificati i servizi di assistenza domiciliare, in modo da evitare il più possibile la loro istituzionalizzazione e il rischio di un peggioramento delle loro condizioni di salute.
  • Persone a rischio povertà:
    In una lettera inviata ai Capi di Governo e alle Istituzioni Europee, EAPN, la rete Europea contro la povertà, ha chiesto l’attuazione di azioni urgenti e coordinate a livello Europeo per quanto riguarda diverse priorità: interventi atti a garantire il mantenimento dell’occupazione e il supporto economico a chi ha perso il posto di lavoro o a chi svolge un lavoro autonomo in crisi o un lavoro atipico non protetto; protezione di chi è a rischio di povertà e non è in grado di pagare il mutuo o l’affitto della casa, la retta per la scuola e la mensa dei figli o le bollette delle forniture di luce, gas, telefono; interventi atti a mitigare le conseguenze sociali delle misure di contenimento del Covid e fra queste anche il rischio di violenze domestiche e abusi specie nei riguardi delle donne.

Inclusione sociale

Per gli anziani, è necessario controbilanciare l’isolamento imposto dal Covid con misure che favoriscano l’interazione con familiari e amici. La Commissione Europea ha raccomandato ai Governi di favorire l’uso da parte degli anziani di strumenti digitali di comunicazione e di social network, mettendo anche a disposizione dei mediatori informatici che possano aiutare soprattutto chi non ha familiarità con i nuovi dispositivi tecnologici.

Rischio di discriminazione e stigmatizzazione degli anziani

Gli anziani devono continuare a essere considerati membri delle nostre comunità; anche durante la pandemia e nel rispetto delle misure di sicurezza e del distanziamento, gli ultra 65enni possono continuare a offrire un valido supporto alle loro famiglie e aiutare le persone che si trovano in situazioni più svantaggiate di loro. È da favorire il graduale ritorno degli anziani allo svolgimento di questo ruolo di supporto e già da adesso possono essere ideate e incoraggiate nuove forme di volontariato “a distanza”.

Tecnologia

Attenzione ad alcuni rischi legati all’uso della tecnologia:

  • Il “digital divide”: la separazione fra chi sa usare gli strumenti informatici e chi no può trasformarsi in una discriminazione per quest’ultimi
  • Il proliferare in Internet e su altri mezzi di comunicazione d’informazioni non corrette e ingannevoli
  • Le “truffe on line”
  • Una mancata protezione dei dati personali e un non rispetto della privacy

Prepararsi alla ripresa

Dobbiamo far sì che nessuno debba soffrire a causa dell’attuale emergenza sanitaria più del necessario. Le emergenze possono giustificare alcune restrizioni nei diritti dei cittadini, purché esse siano:

  • Proporzionate
  • Assolutamente necessarie
  • Limitate nel tempo
  • Applicate in maniera non discriminatoria

Nel lungo termine occorre mobilizzare tutte i programmi finanziari europei per investire sufficientemente nella sanità, con particolare attenzione alla prevenzione, alla cura a lungo termine in modo che nel prossimo futuro gli stati europei siano più preparati a far fronte a emergenze come quella del Covid.

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su email

Potrebbe interessarti anche

News

Cover stories