Caldo, il piano del Ministero per l’estate 2021 e i principali rischi per i pazienti long Covid

L’estate 2021 è finalmente arrivata. Tempo di vacanze, dopo un’annata particolarmente complessa e con la curva dei contagi in netto calo, ma non solo: l’estate, puntuale come ogni anno il 21 giugno, porterà con sè anche temperature sopra la media in tutta l’Italia. Secondo le indicazioni dell’Oms, è necessario essere preparati alle ondate di caldo sempre più frequenti durante la stagione estiva: secondo i modelli di previsioni a medio termine l’estate 2021 potrebbe essere particolarmente calda e il Servizio Sanitario dovrà essere preparato ad affrontare possibili emergenze sanitarie. Per questo il Ministero della Salute ha stilato un Piano Attività Estate 2021 in relazione all’epidemia Covid: in situazioni di elevato rischio climatico o in relazione all’evolversi dell’epidemia è infatti opportuno intensificare la sorveglianza socio-sanitaria rivolta ai sottogruppi a maggior rischio per prevenire eventuali peggioramenti delle condizioni di salute.

Sempre più evidenze indicano che il superamento della fase acuta del Covid non necessariamente si traduce in una guarigione
completa: al contrario, esiste la possibilità di manifestare una sindrome cronica (la cosiddetta long-term Covid), caratterizzata, anche a distanza di mesi dall’infezione, da sintomi quali difficoltà di respiro e tosse o altri disturbi come palpitazioni, debolezza, febbre, disturbi del sonno, vertigini, delirium, difficoltà di concentrazione, disturbi gastrointestinali, ansia e depressione. I recenti casi studio suggeriscono una minore tolleranza al caldo di questi pazienti che potrebbero andare incontro ad un maggior rischio di subire gli effetti del caldo.

Proprio per questo, nella pianificazione delle attività estive vanno messi in rilievo per l’estate 2021 nel contesto dell’epidemia Covid alcuni interventi quali:

  • Identificare i sottogruppi di popolazione suscettibili al caldo sulla base della presenza di patologie croniche ed uso di farmaci che possono favorire disturbi da calore, o in condizioni di solitudine e isolamento; identificare tra coloro che sono a maggior rischio di sviluppare effetti avversi del caldo anche i pazienti dimessi/guariti da Covid che manifestano sintomi cronici.
  • Garantire un monitoraggio dei soggetti suscettibili al proprio domicilio, tramite visite domiciliari oppure, ove disponibili sul territorio, sistemi di teleassistenza, nei giorni in cui sono previste condizioni climatiche a rischio per la salute (livello 1, livello 2 e livello 3 del bollettino HHWWS).
  • La sorveglianza dei soggetti suscettibili al caldo deve essere mirata alla permanenza dei pazienti al proprio domicilio attraverso il trattamento della patologia di base per chi ha una malattia cronica e individuando precocemente l’insorgenza dei sintomi delle patologie associate al caldo (disidratazione, crampi, edemi, stress da calore, colpo di calore).
  • Informare i pazienti e i loro familiari su come proteggersi dal caldo continuando a mantenere le opportune misure di protezione dal rischio di contagio da Covid. Ricordare che sintomi come febbre, tosse secca e debolezza possono essere sintomi del Covid.
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