Lo scorso 23 aprile il Dipartimento Lombardia di Conf Salute Healthcare, rappresentato dal presidente Antonio Monteleone, è stato audito presso la IX Commissione “Sostenibilità sociale, casa e famiglia” del Consiglio Regionale della Lombardia, portando un contributo strutturato sul tema delle RSA e sull’applicazione delle “Regole di sistema 2026”.
Nel corso dell’intervento, l’associazione ha delineato un quadro complesso, definito di natura emergenziale, determinato dalla combinazione di fattori strutturali: l’invecchiamento della popolazione, la crescente complessità clinica degli ospiti, la carenza di personale sanitario e le difficoltà economico-finanziarie delle strutture.
Un contesto che, secondo Conf Salute Healthcare, ha evidenziato uno squilibrio sempre più marcato tra domanda di assistenza e risorse disponibili, richiedendo un approccio integrato capace di coinvolgere sia il livello regionale sia quello nazionale.
Ampio spazio è stato dedicato all’analisi della DGR 5589/2025 – le “Regole di sistema 2026” – con particolare riferimento al rafforzamento del “Polo territoriale”. In audizione è stato sottolineato come la Lombardia avesse le condizioni per configurarsi come laboratorio nazionale nell’attuazione del DM 77, a condizione di accompagnare l’implementazione normativa con un cambiamento organizzativo e culturale profondo, orientato all’integrazione tra ospedale, territorio e assistenza domiciliare.
In questo scenario, le RSA sono state indicate come infrastrutture territoriali strategiche per la gestione della cronicità e della fragilità. Tuttavia, è stato evidenziato come il loro ruolo, all’interno delle attuali regole, risultasse ancora poco esplicitato, rendendo necessario un intervento di indirizzo più chiaro e strutturato.
Sul piano economico, Conf Salute Healthcare ha richiamato l’attenzione sulla necessità di accompagnare il nuovo modello di valutazione e tariffazione delle RSA con meccanismi certi e periodici di aggiornamento delle risorse, in grado di riflettere l’andamento dei costi reali, a partire da lavoro, energia e dispositivi sanitari.
Tra le principali sfide evidenziate nel corso dell’audizione: il completamento degli interventi del PNRR, il rafforzamento della territorialità, il superamento della frammentazione tra livelli di governance e la revisione degli standard di personale. Un processo che, è stato sottolineato, avrebbe dovuto essere guidato non solo dall’innovazione tecnologica ma anche da un investimento sulle competenze e sulla qualità della presa in carico, evitando nuove disuguaglianze nell’accesso ai servizi.
In questa prospettiva, l’associazione ha avanzato anche una visione evolutiva del ruolo delle RSA, indicando la possibilità di una loro progressiva trasformazione in hub territoriali multiservizi, capaci di integrare assistenza residenziale, telemedicina, formazione e gestione dei dati, contribuendo alla continuità assistenziale e alla riduzione della pressione sugli ospedali.
Particolare attenzione è stata infine dedicata al tema delle risorse umane, con l’indicazione della necessità di rafforzare i percorsi formativi e introdurre nuove figure professionali, come l’assistente infermiere, per rispondere alla crescente carenza di personale e sostenere l’evoluzione del settore.











