Vaccino Covid nella fascia 5-11 anni: le risposte alle domande più frequenti

Sono iniziate in Italia le prenotazioni del vaccino anti-Covid per la fascia di età 5-11 anni. Le prenotazioni partono nel corso della settimana dal 13 al 19 dicembre, tuttavia alcune regioni hanno deciso di anticipare la data di inizio: la Lombardia, ad esempio, fino alle 18 del 12 dicembre ha registrato 23.252 appuntamenti, mentre Lazio e Liguria hanno inaugurato le prenotazioni proprio il 13 dicembre. A partire da mercoledì 15 dicembre le Regioni riceveranno le prime 1,5 milioni di dosi a uso pediatrico. Il 16 dicembre partiranno le somministrazioni. La circolare del Ministero della Salute prevede la somministrazione di due dosi a distanza di tre settimane l’una dall’altra.

In merito al vaccino per i bambini dai 5 agli 11 anni, non sono poche le perplessità e le domande della popolazione: per questo la Società Italiana di Pediatria ha risposto a dieci domande tra le più comuni. Vediamo quali sono:

Le domande più frequenti sul vaccino per la fascia d’età 5-11 anni

Perché bisogna vaccinare i bambini visto che nella maggior parte dei casi contraggono la malattia in forma breve?
“Bisogna vaccinare i bambini nella fascia di età tra i 5 e gli 11 anni perché pur avendo manifestazioni cliniche meno gravi di adulti e anziani, anche in questa fascia di età – come abbiamo visto in Italia e nel mondo – ci sono bambini che sono stati ospedalizzati, alcuni finiti in terapia intensiva pediatrica e purtroppo alcuni sono mancati. Anche i bambini di questa fascia di età hanno gli stessi diritti di tutta la popolazione mondiale a essere vaccinati con un vaccino efficace che si sta dimostrando sicuro”, risponde il vicepresidente Sip Giuseppe Banderali.

I bambini vanno preparati alla vaccinazione? Ci sono indicazioni farmacologiche o alimentari da seguire prima di effettuarla?
“Questa grande opportunità non deve essere considerata diversa come importanza e applicazione dalle altre vaccinazioni che vengono fatte normalmente. Abbiamo già un’esperienza ampia per poter essere tranquilli e poter rassicurare i genitori e anche i bambini che siano nell’età di poter capire che questo piccolo ‘pizzicotto’ viene fatto per il loro bene in un momento in cui è necessario che loro siano protetti. Per il resto, né dal punto di vista alimentare né farmacologico non c’è nulla da fare. Per gli eventuali disturbi che compaiono, si possono fare le stesse cose che si fanno per gli altri vaccini, come impacchi di arnica o impacchi freddi o un po’ di tachipirina nel caso di febbre”, risponde il vicepresidente Sip Renato Turra.

Quali sono gli effetti avversi della vaccinazione?
“Gli studi che abbiamo a disposizione e che sono quelli che hanno portato all’approvazione della vaccinazione per questa fascia d’età, ci dicono che sono effetti rari e di lieve entità come dolore locale, un senso generale di malessere, un po’ di mal di testa. Sul timore di miocardite soprattutto per la fascia degli adolescenti, abbiamo visto che si tratta di eventi rari, a evoluzione benigna e molto meno frequenti e importanti di quello che può accadere con il Covid”, dice Rino Agostiniani (Tesoriere Sip).

Ci sono bambini che non possono essere vaccinati? Quali precauzioni per i bambini fragili?
“La vaccinazione anti Covid per i bambini della fascia 5-11 anni è una vaccinazione efficace e sicura, anzi, i bambini fragili con patologie croniche sono avvantaggiati perché sono quelli che rischiano di più per complicanze e ricoveri. I bambini fragili vanno assolutamente protetti. Sono rarissimi i bambini che non posso ricevere il vaccino e sono coloro che sono sotto chemioterapia o per alcune patologie neoplastiche in corso di trattamento, sono le uniche esentati”, commenta Giovanni Corsello (Editor in Chief Italian Journal of Pediatrics).

La vaccinazione potrebbe avere effetti a lungo termine sui bambini?
“Mancando i dati del follow up, possiamo basarci su quelli biologici. Che i vaccini a mRna messaggero possano andare a modificare il dna è una bufala, non ci sono alterazioni generiche, massima tranquillità”, sostiene Giovanni Vitali Rosati (tavolo tecnico vaccinazion Sip).

I bambini che hanno contratto Covid devono vaccinarsi?
“Sì perché l’immunità che provoca la guarigione non è sufficientemente alta per proteggere i bambini a lungo, come confermato dagli studi. Bisogna aspettare che le manifestazioni del virus e i sintomi siano spariti e poi procedere anche con una sola dose se prima di 6 mesi, altrimenti serviranno le due dosi standard”, risponde Guido Castelli Gattinara (Pediatra e infettivologo).

I bambini asmatici e con problemi respiratori possono essere vaccinati?
“I bambini che soffrono d’asma sono da considerare fragili rispetto al Covid e devono essere vaccinati assolutamente. L’allergia non è una controindicazione a fare il vaccino, l’unica controindicazione è essere allergici al Peg, che è una sostanza che si trova anche al vaccino e in altre molteplici cose come saponi e altro”, afferma Fabio Midulla presidente della Società Italiana per le Malattie Respiratorie Infantili (Simri).

Come gestire la vaccinazione anti Covid e le altre previste per la fascia di età?
“Le vaccinazioni di routine possono essere somministrate in concomitanza con il vaccino anti Covid. Unica eccezione è quello contro morbillo, parotite, rosolia e varicella per cui va rispettata una distanza di 14 giorni prima o dopo il vaccino anti Covid”, commenta Susanna Esposito (responsabile tavolo tecnico Malattie Infettive Sip).

Come gestire la vaccinazione anti Covid e l’antinfluenzale?
“Le due vaccinazioni possono essere effettuate nella stessa seduta vaccinale in due diversi punti, non è un problema per il bambino anzi ha vantaggi in termini di protezione. I vaccini nascono per stimolare il sistema immunitario e non per stressarlo e quello dei bambini è molto potente e può rispondere a più vaccini”, consiglia Elena Bozzola (consigliera Sip).

Anche l’Istituto Superiore di Sanità si è espresso in merito, stilando una serie di risposte alle domande più diffuse del momento e screditando alcune delle fake news più popolari.

Quali sono gli effetti del Covid sui bambini?
Anche se in misura minore rispetto all’adulto, anche nell’ età infantile l’infezione da Covid può comportare rischi per la salute, tanto è vero che circa 6 bambini su 1.000 vengono ricoverati in ospedale e circa 1 su 7.000 in terapia intensiva. Inoltre anche nei casi nei quali l’infezione decorre in maniera quasi completamente asintomatica, non è possibile escludere la comparsa di complicazioni quali la sindrome infiammatoria multisistemica (una malattia rara ma grave che colpisce contemporaneamente molti organi), e quello che viene definito “long Covid”, e cioè la comparsa di effetti indesiderati a distanza di tempo.

Cosa fare prima e dopo il vaccino?
Prima del vaccino:
• Parlare con il bambino prima della vaccinazione per spiegargli bene cosa sta per fare
• Non è raccomandato dare farmaci antidolorifici prima della vaccinazione per cercare di prevenire eventuali effetti collaterali
• Riporta al medico vaccinatore eventuali episodi di allergie avuti dal bambino
• Per prevenire traumi dovuti ad un eventuale svenimento durante la vaccinazione il bambino deve stare seduto o sdraiato
Dopo il vaccino:
dopo la vaccinazione verrà chiesto di attendere 15-30 minuti sotto osservazione prima di lasciare il centro vaccinale per monitorare l’eventuale comparsa di reazioni allergiche e, nel caso, poter intervenire tempestivamente.

Quali sono gli effetti collaterali del vaccino per la fascia d’età 5-11 anni?
• Nel braccio dove è stata fatta l’iniezione potrebbero verificarsi dolore, rossore e gonfiore
• Potrebbero manifestarsi sintomi quali stanchezza, mal di testa, dolori muscolari, brividi, febbre e nausea. Tali sintomi sono generalmente di lieve entità e si risolvono nel giro di 1-2 giorni.

Le principali fake news sul vaccino Covid per i bambini

Si dice che i bambini non si ammalano di Covid e se si ammalano non muoiono, manifestano sintomi lievi e hanno bassa capacità di trasmettere il virus. Inutile vaccinare
Dall’inizio dell’epidemia in Italia nella fascia 6-11 anni ci sono stati oltre 263mila casi, 1453 ricoveri in reparti ordinari, 36 ricoveri in Terapia Intensiva e 9 decessi (dati all’1/12/2021). Nelle ultime settimane il numero di contagi in questa fascia di età è nettamente in crescita. Il vaccino si è mostrato efficace nel ridurre di circa il 91% il rischio di infezione. Nel beneficio di una vaccinazione si deve inoltre considerare non soltanto la protezione dalla malattia, ma anche la possibilità di frequentare con una maggiore sicurezza la scuola e condurre una vita sociale connotata da elementi ricreativi ed educativi che sono particolarmente importanti per lo sviluppo psichico e della personalità in questa fascia di età.

Si dice che il vaccino espone i bambini a rischi di effetti avversi che senza vaccino non avrebbero
Come per tutti i farmaci e i vaccini anche quelli messi a punto contro il Covid presentano un rischio di effetti collaterali. La sicurezza dei vaccini anti Covid è monitorata continuamente dalle agenzie regolatorie di tutto il mondo, e anche per le fasce più giovani il rischio di eventi avversi gravi è risultato molto raro. Il rischio di eventi avversi deve essere confrontato con quello di incorrere nelle conseguenze dell’infezione, ed è su questa base che viene calcolato il rapporto rischi-benefici da parte delle agenzie regolatorie. L’Ema, l’agenzia regolatoria europea sui medicinali ha concluso che il rapporto tra benefici e rischi è positivo anche per la fascia d’età 5-11 anni.

Si dice che il numero di bambini che hanno partecipato al programma di sviluppo clinico dei vaccini è troppo piccolo per rilevare potenziali rischi di miocardite associata a vaccinazione
Nei soggetti giovani (adolescenti e giovani adulti) è stato riportato un rischio aumentato di miocardite e pericardite, che rimane però estremamente basso, intorno ai 50 casi per milione dopo due dosi. Nella maggior parte dei casi, inoltre, tali manifestazioni hanno avuto un decorso assolutamente benigno. In generale nei bambini più piccoli si osserva un minore rischio di sviluppare queste patologie, e non sono stati segnalati casi durante i test clinici. Le informazioni di sicurezza oggi disponibili riguardano non solo i 3000 bambini che hanno ricevuto il vaccino nell’ambito della sperimentazione clinica, ma comprendono anche i primi dati raccolti negli oltre 3 milioni di bambini di 5-11 anni già vaccinati negli Stati Uniti. La sicurezza del vaccino sarà comunque mantenuta sotto costante e stretto monitoraggio da parte di tutte le agenzie del mondo.

Si dice che i vaccini agevolano processi infiammatori che provocano cambiamenti nel sangue dei più piccoli
Non ci sono studi che hanno dimostrato una correlazione tra il vaccino e questo tipo di problemi. I vaccini indeboliscono il sistema immunitario ancora non sviluppato dei bambini. Il sistema immunitario dei bambini è ‘programmato’ per reagire a possibili pericoli già dalla nascita. Il vaccino anti Covid, così come gli altri, ‘insegna’ al sistema immunitario a riconoscere l’agente infettivo prima dell’effettiva esposizione, contribuendo così a rafforzarlo.

Aggiornamento sulla curva dei contagi

Nel frattempo, arrivano buone notizie dall’ultimo report epidemiologico dell’Iss: con la dose di richiamo (booster) effettuata dopo la conclusione del ciclo primario di vaccinazione, l’efficacia nella prevenzione dall’infezione risale ai livelli della copertura originaria raggiungendo una media del 76,7%.

Migliora anche la difesa dalla malattia severa, che arriva al 93,3% a fronte di un livello di copertura che resta comunque alto anche in chi non ha ancora fatto la terza dose passati i cinque mesi (83,7%).

 

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