Influenza, partita la sorveglianza: “Vaccino è prevenzione più efficace”

La data di lunedì 18 ottobre 2021 segna l’avvio delle attività stagionali del sistema nazionale di sorveglianza integrata dell’influenza InfluNet. A stabilirlo il Protocollo operativo InfluNet & CovidNet. Il documento stabilisce ogni anno l’inizio e la fine della rilevazione epidemiologica rispettivamente alla 42sima settimana del 2021 e alla 17sima settimana del 2022. Le attività di monitoraggio virologico partono nella 46sima settimana del 2021 (ovvero il 15 novembre 2021) e proseguiranno fino alla 17esima settimana del 2022. L’analisi dei dati sarà effettuata dall’Istituto Superiore di Sanità. “La vaccinazione antinfluenzale – ricorda proprio l’Iss – è il mezzo più efficace e sicuro per prevenire la malattia e ridurne le complicanze.  Il periodo indicato per la vaccinazione antinfluenzale è quello autunnale a partire dal mese di ottobre”.

Nel frattempo sono stati identificati due casi sporadici di influenza di tipo A/H3 nel Nord Italia in due bambini. Va ricordato come la stagione scorsa i casi di influenza stimati in Italia dal sistema Influnet furono poco più di 2,4 milioni contro i 7,6 milioni dell’annata precedente. Tale diminuzione di casi è da attribuire al rispetto delle misure di distanziamento, al lavaggio delle mani e alle mascherine adottate contro il Covid. Le misure hanno consentito di porre un freno non solo al contagio da Covid, ma anche alla diffusione di influenze di stagione. Discorso diverso è da fare per quest’anno, in cui gran parte di queste misure si sono allentate, soprattutto mascherine e distanziamento. Gli esperti prevedono dunque una stagione influenzale più forte e persistente: “Questa stagione influenzale potrebbe essere vivace ma non troppo – ha commentato il virologo Fabrizio Pregliasco – ci aspettiamo dai 4 ai 6 milioni di casi, quindi non dovrebbero essere raggiunti i picchi che avevano caratterizzato le ultime stagioni a causa della presenza di virus nuovi”.

Governo e Regioni hanno già lanciato l’appello alla vaccinazione contro l’influenza in Italia, al via nel mese di ottobre. Già ad aprile 2021 il ministero ha delineato in una circolare le caratteristiche della campagna vaccinale raccomandando la vaccinazione antinfluenzale nella fascia di età 6 mesi – 6 anni e dai 60 anni in su. Nella circolare sono illustrate le misure di protezione personali (misure non farmacologiche) utili per ridurre la trasmissione del virus dell’influenza, ormai conosciute:

  • Lavare regolarmente le mani (per almeno 40-60 secondi ogni volta) e asciugarle correttamente;
  • Osservare una buona igiene respiratoria: coprire bocca e naso quando si starnutisce o tossisce, con fazzoletti monouso da smaltire correttamente e lavarsi le mani;
  • Isolarsi volontariamente a casa se si presentano sintomi attribuibili a malattie respiratorie febbrili specie in fase iniziale;
  • Evitare il contatto stretto con persone malate;
  • Evitare di toccarsi naso, bocca e occhi.

Nella circolare si sottolinea come la vaccinazione sia la forma più efficace di prevenzione dell’influenza. L’Organizzazione Mondiale della Sanità e il Piano Nazionale Prevenzione Vaccinale 2017-19 riportano, tra gli obiettivi di copertura per la vaccinazione antinfluenzale il 75% come obiettivo minimo perseguibile e il 95% come obiettivo ottimale negli ultrasessantacinquenni e nei gruppi a rischio. L’Oms raccomanda di riconsiderare la priorità dei gruppi a rischio per la vaccinazione antinfluenzale durante la pandemia da Covid. Tra i gruppi a rischio con massima priorità:

  • Operatori sanitari: gli operatori sanitari, compresi gli operatori sanitari ospedalieri e quelli delle strutture di assistenza a lungo termine (ad esempio, case di cura, strutture residenziali sociosanitarie e socioassistenziali), sono considerati uno dei gruppi di massima priorità a cui somministrare il vaccino antinfluenzale durante la pandemia per ridurre al minimo: l’assenteismo dovuto all’influenza, la trasmissione dell’influenza a pazienti vulnerabili e l’impatto sul sistema sanitario in generale.
  • Adulti anziani: Come per l’influenza, la gravità della malattia Covid è fortemente associata all’età avanzata, e gli adulti più anziani sono a maggior rischio di forme gravi di malattia e di decesso rispetto agli adulti più giovani. L’Oms raccomanda di considerare
    attentamente di dare la priorità agli adulti anziani ricoverati in strutture assistenziali a lungo termine o assistiti a domicilio. Inoltre, si dovrebbe considerare di estendere questo gruppo a rischio includendo gli adulti oltre i 50 anni di età che sono a più alto rischio di Covid grave.

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