L’Associazione italiana di Epidemiologia (AIE) ha costituito un gruppo di lavoro multidisciplinare per occuparsi del tema Scuola e Covid. Tra le finalità, quella di proporre indicazioni tempestive e aggiornate relative alla prevenzione dei contagi nel setting scolastico e individuare le migliori opzioni per garantire la didattica in presenza e il diritto all’istruzione per tutti. L’Associazione italiana di Epidemiologia infatti ribadisce che la scuola è una priorità assoluta per il benessere fisico e mentale di bambini e adolescenti e della società italiana in generale. L’Associazione riteniamo fondamentale garantire una scuola sia sicura per studenti così come per l’intero personale scolastico e che, di fronte a misure di chiusura, il settore scolastico sia l’ultimo a chiudere e il primo a riaprire.
A seguito di varie consultazioni di gruppo e considerazioni sull’attuale situazione pandemica, l’Associazione Italiana di Epidemiologia ha elaborato un documento contenente le seguenti indicazioni per il settore scolastico:
- Introdurre, mantenere e rinforzare le misure di mitigazione nelle scuole e in tutti gli ambienti extra e parascolastici, in particolare la didattica a gruppi stabili (bolle nei nidi e nelle scuole materne), l’utilizzo delle mascherine al chiuso e all’aperto in caso di aggregazione di più persone, il lavaggio delle mani, il distanziamento, l’aerazione dei locali;
- Applicare tempestivamente le procedure di accertamento diagnostico, quarantena/isolamento e tracciamento dei contatti dei soggetti positivi;
- Organizzare momenti di dialogo dedicati a personale scolastico, alunni e genitori con l’obiettivo di ascoltare i bisogni specifici, sensibilizzare e motivare all’applicazione corretta delle misure di mitigazione, promuovere la vaccinazione;
- Garantire a scuola e sanità la continuità nelle risorse umane ed economiche necessarie ed adeguate per la prevenzione dei contagi e la gestione della pandemia, in particolare in favore dei dipartimenti di Prevenzione, anche attraverso l’individuazione di modelli organizzativi flessibili in funzione della fase epidemica;
- Favorire la ricerca e costituzione di alleanze tra settori (scuola, sanità, comuni, terzo settore) per migliorare la comprensione delle dinamiche sociali e rinforzare i valori comuni che possono sostenere l’assunzione critica dei comportamenti individuali e sociali che possono contrastare la pandemia;
- Avviare la chiamata attiva di bambini e adolescenti con più di 12 anni non ancora vaccinati e delle loro famiglie per comprendere i motivi dell’esitazione e promuovere la vaccinazione.
È utile affiancare alle misure di mitigazione e a quelle di contact tracing, test periodici di screening per l’individuazione di soggetti asintomatici o pre-sintomatici, in particolare nei bambini in fasce d’età escluse dalla vaccinazione, in aree con bassa copertura vaccinale o nelle quali vi è bassa aderenza alle misure di mitigazione. Uno screening scolastico deve essere affidato a strutture appositamente dedicate, che possono essere inserite anche al di fuori dei dipartimenti di prevenzione, deve basarsi sulla collaborazione scuola – sanità – famiglia e deve essere sostenuto da adeguate risorse umane e finanziarie. Prima di avviare uno screening è necessario valutarne la fattibilità. In particolare è necessario pianificare con attenzione:
- chi testare
- l’accuratezza e l’invasività del test da utilizzare;
- la strategia e la frequenza di testing;
- le misure di follow-up dei positivi;
- la comunicazione con scuole e famiglie;
- il sistema informativo di supporto;
- la formazione del personale coinvolto.