Prevenzione vaccinale e fragilità: il report del “Talk 2” di Conf Salute Healthcare a Bergamo

Dopo il primo appuntamento di Genova, il ciclo di talk “Prevenzione vaccinale e fragilità”, promosso da Conf Salute Healthcare, ha fatto tappa a Bergamo. L’incontro, svoltosi mercoledì 7 ottobre presso la sede di Confcommercio Bergamo, ha riunito rappresentanti istituzionali, esperti e professionisti per approfondire il valore della prevenzione vaccinale nella tutela delle persone fragili, nella sostenibilità del sistema sanitario e nelle strategie integrate di prevenzione delle infezioni e contrasto all’antimicrobico-resistenza (AMR).

L’appuntamento si inserisce nel percorso nazionale avviato dall’associazione per promuovere una maggiore cultura della prevenzione nelle strutture socio-sanitarie, favorendo il confronto tra istituzioni, mondo scientifico e operatori del settore.

Ad aprire i lavori Paolo Veardo, direttore centrale di Conf Salute Healthcare, e Mirko Gaverini di ACRB. Particolarmente significativa la presenza, per tutta la durata dell’incontro, di Nicoletta Castelli, Direttore Sanitario di ATS Bergamo.

Prevenzione e fragilità: una strategia che coinvolge l’intero sistema

Il confronto è entrato nel vivo con Serena Gasparri, della Struttura Complessa di Medicina Preventiva nelle Comunità di ATS Bergamo, che ha inquadrato il tema all’interno delle politiche di salute pubblica.

La prevenzione, soprattutto quando riguarda persone anziane e fragili, non si limita a evitare l’insorgenza delle malattie ma contribuisce a ridurre complicanze, ricoveri, perdita di autonomia e ricorso inappropriato ai farmaci. In questa prospettiva, prevenzione vaccinale, controllo delle infezioni, appropriatezza terapeutica e continuità assistenziale rappresentano componenti complementari di una strategia integrata, fondamentale anche nel contrasto all’antimicrobico-resistenza.

Una visione che richiede il coordinamento tra servizi sanitari, strutture socio-sanitarie e professionisti, con particolare attenzione all’individuazione e alla presa in carico delle persone maggiormente vulnerabili.

Il valore della prevenzione per la persona e per il sistema è stato al centro anche del contributo di Maria Cefaly, Government Affairs Manager di GSK, sviluppato attorno al rapporto tra prevenzione vaccinale, longevità in salute e sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale.

La prospettiva è quella di considerare la prevenzione non soltanto uno strumento di protezione individuale ma un investimento capace di contribuire alla qualità della vita delle persone e alla tenuta complessiva dei percorsi assistenziali. Un obiettivo che, in una società caratterizzata dal progressivo invecchiamento della popolazione, richiede anche di migliorare l’accessibilità alla prevenzione e la collaborazione tra i diversi attori del sistema.

Dalla tutela clinica alla capacità organizzativa delle RSA

A sviluppare la prospettiva clinico-geriatrica è stato Giuseppe Bellelli, professore di Geriatria dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca e direttore della Geriatria della Fondazione IRCCS San Gerardo dei Tintori di Monza.

Il suo intervento ha approfondito il rapporto tra fragilità, maggiore vulnerabilità alle infezioni e rischio di perdita dell’autonomia nelle persone anziane. In questo contesto, la prevenzione vaccinale assume un ruolo importante all’interno di strategie più ampie, che comprendono le misure di prevenzione e controllo delle infezioni e la continuità della presa in carico.

Particolare attenzione è stata dedicata alla necessità di superare un approccio limitato alla sola raccomandazione vaccinale, favorendo percorsi integrati che rendano la prevenzione effettivamente accessibile e parte dell’assistenza ordinaria.

A chiudere gli approfondimenti è stato Massimo Farina, titolare di Studio EmmEffe Milano e consulente di Direzione in Sanità, con un contributo dedicato alla traduzione delle raccomandazioni scientifiche in processi organizzativi all’interno delle RSA.

Attraverso il progetto GoVac – Governance for Vaccination, sviluppato a partire dalle indicazioni dell’Istituto Superiore di Sanità sulla prevenzione e il controllo delle infezioni nelle residenze sanitarie assistenziali, Farina ha illustrato un approccio finalizzato a valutare la capacità delle strutture di pianificare, attuare, monitorare e migliorare la gestione del processo vaccinale.

L’attenzione si sposta così dal singolo atto vaccinale alla governance complessiva della prevenzione: responsabilità organizzative, coinvolgimento del personale, sensibilizzazione di residenti e familiari e verifica dei risultati diventano elementi essenziali per costruire percorsi strutturati e continuativi.

La prevenzione come parte integrante della qualità assistenziale

Dal confronto di Bergamo emerge un messaggio trasversale: la tutela delle persone fragili richiede di considerare la prevenzione vaccinale come una componente ordinaria dei percorsi di cura e assistenza, non come un’attività separata.

Politiche di salute pubblica, appropriatezza clinica, accessibilità e capacità organizzativa devono concorrere a un obiettivo comune: proteggere le persone più vulnerabili, preservarne il più possibile autonomia e qualità della vita e contribuire alla sostenibilità del sistema socio-sanitario.

Il percorso promosso da Conf Salute Healthcare proseguirà con il terzo appuntamento, in programma il 28 ottobre a Catania.

Sponsor dell’iniziativa è GSK. GSK non ha avuto alcun ruolo nella definizione dei contenuti, redatti autonomamente e integralmente da Conf Salute Healthcare e dai propri collaboratori, che se ne assumono l’esclusiva responsabilità.

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