Prevenzione vaccinale e fragilità: dalle RSA al territorio, a Genova il primo confronto di Conf Salute Healthcare

Il primo talk promosso da Conf Salute Healthcare ha riunito istituzioni, esperti e professionisti per discutere il ruolo della prevenzione vaccinale nell'invecchiamento in salute e nella tutela delle persone fragili. Presentati anche i primi risultati del progetto GoVac.

La prevenzione vaccinale non come singolo atto sanitario ma come parte di una strategia più ampia che coinvolge politiche per l’invecchiamento, organizzazione territoriale, fiducia e informazione, sostenibilità del sistema e capacità delle strutture socio-sanitarie di tradurre le raccomandazioni in processi concreti.

È la prospettiva emersa martedì 15 settembre a Genova dal primo appuntamento del ciclo “Prevenzione vaccinale e fragilità”, promosso da Conf Salute Healthcare per mettere a confronto istituzioni, comunità scientifica e mondo delle strutture socio-sanitarie sul valore della prevenzione nella tutela delle persone più fragili. Sponsor dell’iniziativa è GSK*.

Ad aprire i lavori è stato l’assessore alla Sanità di Regione Liguria Massimo Nicolò, che ha richiamato l’importanza di mantenere alta l’attenzione su questi temi anche nel comparto socio-sanitario e di consolidare il confronto tra istituzioni, strutture e corpi intermedi. Un dialogo particolarmente significativo in una regione nella quale l’invecchiamento della popolazione anticipa dinamiche destinate a interessare sempre più l’intero Paese.

Liguria laboratorio dell’invecchiamento: prevenire per preservare l’autonomia

A delineare lo scenario è stato Gianlorenzo Bruni, responsabile Socio Sanitario Area 3 ATS Liguria e direttore del Distretto Socio Sanitario 10, che ha inquadrato la prevenzione vaccinale non come intervento episodico ma come uno dei pilastri per la sostenibilità del sistema socio-sanitario e la protezione della popolazione fragile.

La Liguria rappresenta da questo punto di vista un vero laboratorio nazionale: gli over 65 costituiscono il 28,5% della popolazione e l’indice di vecchiaia ha raggiunto quota 267, con quasi tre anziani per ogni giovane sotto i 15 anni. Una dinamica che pone al centro non soltanto l’allungamento della vita ma la capacità di preservare salute, autonomia e qualità degli anni vissuti.

La fragilità, infatti, può essere alimentata da un meccanismo a cascata: immunosenescenza, presenza di più patologie croniche e infezioni possono favorire scompensi, ricoveri e perdita dell’autosufficienza. Da qui la necessità, evidenziata durante l’intervento, di spostare sempre più l’asse verso una prevenzione proattiva e di prossimità.

In questa prospettiva assumono un ruolo centrale Case della Comunità, medicina generale, specialisti, Infermieri di Famiglia e Comunità e RSA. Proprio le strutture residenziali, ha evidenziato Bruni, possono essere considerate snodi della rete territoriale della prevenzione, attraverso il coordinamento con le aziende sanitarie e i medici di medicina generale e la possibilità di raggiungere direttamente persone per le quali anche lo spostamento verso un centro vaccinale può rappresentare una difficoltà.

Icardi: informare non basta, occorre costruire fiducia

Il contributo del professor Giancarlo Icardi, referente ligure ISS e direttore Igiene DiSSal dell’Università di Genova, ha spostato l’attenzione su un altro elemento decisivo: la consapevolezza e l’accettazione della vaccinazione.

La vaccine hesitancy non può essere ricondotta semplicemente a un’opposizione alla vaccinazione. È un fenomeno complesso e variabile, influenzato dalla fiducia nei vaccini, negli operatori e nel sistema sanitario, dalla percezione del rischio e dalla facilità di accesso ai servizi.

Da qui un messaggio particolarmente rilevante anche per il mondo socio-sanitario: rendere disponibile un vaccino non significa automaticamente ottenere adesione. La raccomandazione del professionista sanitario costituisce uno dei principali fattori associati all’accettazione vaccinale, mentre la formazione degli operatori deve comprendere anche capacità di comunicazione, gestione della disinformazione e dei bias e strumenti di colloquio motivazionale.

La fiducia, in questa prospettiva, non rappresenta un elemento accessorio della relazione con il cittadino, ma un vero determinante di salute, capace di incidere sull’adesione alle cure e ai programmi di prevenzione. Per costruirla servono trasparenza, competenza, ascolto e una comunicazione coerente lungo l’intero percorso assistenziale.

Anche le strategie operative indicate da Icardi vanno in questa direzione: coinvolgimento di medici di medicina generale e specialisti, inserimento della valutazione vaccinale nei controlli di routine, comunicazione mirata a pazienti e caregiver, semplificazione dell’accesso e sistemi di monitoraggio delle coperture.

Cefaly (GSK): “Il vaccino è un diritto prezioso che rischiamo di dare per scontato”

Sul valore strategico della prevenzione si è concentrata Maria Cefaly, Government Affairs Manager di GSK, sottolineando come il confronto tra i diversi attori e la presenza delle istituzioni regionali siano condizioni importanti per costruire percorsi virtuosi e valorizzare quanto già sviluppato sul territorio ligure.

“Il vaccino è un diritto ed è prezioso ma rischiamo di darlo troppo per scontato”, ha evidenziato Cefaly, collegando il tema della prevenzione a una delle grandi questioni che il Paese dovrà affrontare nei prossimi anni: la longevità.

L’obiettivo, ha sottolineato, non può essere soltanto aumentare gli anni di vita, ma “dare più vita agli anni”, lavorando affinché le persone possano arrivare all’età anziana conservando il più possibile salute e autosufficienza. In questo quadro la prevenzione vaccinale assume una rilevanza sanitaria ma anche organizzativa ed economica, e il mondo delle RSA rappresenta uno degli ambiti nei quali sviluppare riflessioni e percorsi concreti.

Cefaly ha inoltre richiamato il ruolo della vaccinazione nell’ambito delle strategie di contrasto all’antimicrobico-resistenza e l’esigenza di mettere a sistema le esperienze già avviate, estendendo gli approcci virtuosi dal livello territoriale al resto del Paese: un obiettivo che richiede istituzioni, professionisti, imprese e corpi intermedi capaci di muoversi nella stessa direzione.

Dalle raccomandazioni alla pratica: nelle RSA la sfida è anche organizzativa

Proprio sulla capacità delle strutture di tradurre la prevenzione in organizzazione si è concentrato l’approfondimento di chiusura della giornata.

Massimo Farina, titolare di Studio EmmEffe Milano e consulente di Direzione in Sanità, ha presentato i primi risultati di GoVac – Governance for Vaccination, progetto sviluppato per tradurre le recenti indicazioni dell’Istituto Superiore di Sanità sulla prevenzione e il controllo delle infezioni nelle RSA in un modello di assessment organizzativo della governance del processo vaccinale.

L’obiettivo non è valutare il singolo atto vaccinale ma verificare se le organizzazioni dispongano delle condizioni necessarie affinché il processo possa essere pianificato, attuato, monitorato e migliorato nel tempo.

Il case study ha coinvolto tre RSA di differenti contesti regionali, da 38 a 215 posti letto, per complessivi 373 posti letto, 293 dei quali destinati a ospiti non autosufficienti. L’assessment ha preso in considerazione sei aree: fondamenti normativi e organizzativi, programma vaccinale, vaccinazione dei residenti, vaccinazione del personale sanitario, promozione della cultura vaccinale e coinvolgimento e sensibilizzazione di residenti e familiari.

I primi risultati aggregati e anonimizzati mostrano un punteggio medio di 2,2 su 4. La vaccinazione dei residenti registra il livello di applicazione più elevato, 3,3, mentre fondamenti normativi e organizzativi e programma vaccinale raggiungono entrambi 2,3. Seguono vaccinazione del personale sanitario (2,1) e coinvolgimento di residenti e familiari (1,8).

Il valore più basso riguarda proprio la promozione della cultura vaccinale: 1,3 su 4. Inoltre, il 56% delle azioni di miglioramento individuate riguarda i fondamenti normativi e organizzativi del processo vaccinale.

I dati non hanno finalità comparative e, trattandosi di un case study su tre strutture, non possono essere considerati rappresentativi dell’universo delle RSA italiane. Offrono però un’indicazione utile sulle aree nelle quali può essere necessario concentrare l’attenzione: non soltanto disponibilità ed esecuzione della vaccinazione ma responsabilità definite, processi, integrazione professionale, documentazione, coinvolgimento e monitoraggio.

Dalla vaccinazione alla cultura della prevenzione

È proprio l’incrocio tra questi differenti livelli ad aver restituito uno dei messaggi più significativi del talk genovese. La prevenzione vaccinale nelle strutture socio-sanitarie non può essere considerata isolatamente: richiede politiche pubbliche coerenti, una rete territoriale capace di raggiungere le persone fragili, professionisti preparati a informare e costruire fiducia e organizzazioni in grado di trasformare le raccomandazioni in processi verificabili.

Per Conf Salute Healthcare il confronto di Genova rappresenta il primo passaggio di un percorso più ampio, avviato per portare la cultura della prevenzione sempre più all’interno del comparto socio-sanitario e creare un terreno di dialogo tra istituzioni, mondo scientifico e gestori delle strutture.

Il ciclo proseguirà il 23 settembre a Bergamo, dove il secondo talk approfondirà il ruolo della prevenzione vaccinale nell’ambito di strategie integrate per la tutela delle fragilità, la sostenibilità del sistema e il contrasto all’antimicrobico-resistenza.

Il percorso accompagnerà inoltre Conf Salute Healthcare verso la quarta edizione dei Best Italian Healthcare Awards 2026, nei cui questionari sono stati introdotti specifici elementi di approfondimento dedicati alla prevenzione vaccinale e alle buone pratiche adottate dalle strutture socio-sanitarie.

*GSK non ha avuto alcun ruolo nella definizione dei contenuti, redatti autonomamente e integralmente da Conf Salute Healthcare e dai propri collaboratori, che se ne assumono l’esclusiva responsabilità.

Potrebbe interessarti anche

News

Cover stories

Iscriviti alla Newsletter