Il CIMEST, Conf Salute Healthcare e il Sindacato Nazionale Branche a Visita esprimono la più ferma critica verso le scelte del Governo della Regione Siciliana che favoriscono l’espansione delle cosiddette farmacie dei servizi senza affrontare con la necessaria determinazione la programmazione del fabbisogno sanitario e il potenziamento della medicina specialistica territoriale pubblica e privata accreditata. (in foto, Luigi Marano – presidente Conf Salute Healthcare Sicilia)
La tutela della salute, sancita dall’articolo 32 della Costituzione, non può essere subordinata a scorciatoie organizzative né a logiche commerciali. Non sono accettabili soluzioni che generino disparità nelle garanzie offerte ai pazienti.
DUE PESI E DUE MISURE: IL NODO DEI REQUISITI
Per aprire e mantenere operativo un ambulatorio o un poliambulatorio specialistico sono richiesti requisiti strutturali, tecnologici, organizzativi e professionali: locali adeguati, apparecchiature conformi, personale qualificato, procedure di sicurezza, direzione sanitaria ove prevista, verifiche e controlli. L’accreditamento istituzionale aggiunge ulteriori condizioni ai fini dell’erogazione delle prestazioni per conto del Servizio sanitario.
Perché la Regione adotta per le farmacie dei servizi un percorso differente senza dimostrare con chiarezza pubblica che, per prestazioni comparabili, siano assicurati livelli equivalenti di sicurezza, appropriatezza clinica, qualità e vigilanza?
Non chiediamo identità formale delle norme applicabili a strutture diverse: pretendiamo equivalenza effettiva delle garanzie per il cittadino. Le prestazioni sanitarie non diventano meno delicate soltanto perché si svolgono in una farmacia.
IL FARMACISTA HA UNA PROFESSIONE DEFINITA: NON PUÒ SOSTITUIRSI AL MEDICO
Il farmacista è un professionista sanitario con competenze specifiche nella preparazione, dispensazione e corretta utilizzazione dei medicinali, oltre che nei servizi che la legge espressamente gli attribuisce. Ma la laurea in Farmacia non abilita alla professione medica e non conferisce, da sola, le competenze del fisioterapista, dell’infermiere, del tecnico sanitario di radiologia medica o di altri professionisti.
Diagnosi medica, prognosi e decisioni terapeutiche richiedono formazione clinica, capacità di diagnosi differenziale e assunzione delle relative responsabilità. Un test non è una diagnosi; un apparecchio non sostituisce il ragionamento clinico; una trasmissione telematica di dati non equivale, automaticamente, a una visita specialistica.
La legge già autorizza alle farmacie determinati servizi, a condizioni specifiche e nei limiti delle competenze professionali. Non contestiamo le attività legittime, ma ogni possibile sconfinamento e qualunque riduzione dei controlli necessari.
LE FARMACIE DEI SERVIZI NON SIANO UNA SANITÀ PARALLELA
Le farmacie possono offrire un supporto di prossimità importante, specialmente nelle aree rurali, montane e territorialmente disagiate, purché integrate nella rete sanitaria e operanti entro confini chiari. Tale funzione non può diventare il pretesto per duplicare in modo indiscriminato l’offerta nelle città e nei territori già dotati di ambulatori e poliambulatori specialistici.
Quale fabbisogno documentato giustifica nuovi percorsi e nuove risorse, quando esistono strutture accreditate con personale e tecnologie già disponibili, ma vincolate da budget insufficienti o tardivi? La Regione renda pubblici i dati che dimostrano efficacia, sicurezza e sostenibilità di ciascuna scelta.
IL PARADOSSO DEI PRESIDI SANITARI
Le farmacie sono riconosciute nell’ordinamento come presidi sanitari di prossimità, pur svolgendo anche la vendita di medicinali e prodotti commerciali. Proprio per questo va evitata ogni confusione fra tale ruolo e quello degli ambulatori specialistici, organizzati per diagnosi, cura, riabilitazione e presa in carico clinica.
È profondamente contraddittorio enfatizzare la nuova centralità delle farmacie mentre non si riconosce in modo pieno, nella programmazione regionale e nelle politiche di investimento, il valore degli ambulatori e poliambulatori specialistici accreditati. Chiediamo che questi ultimi siano valorizzati espressamente come componenti essenziali della rete dei presidi sanitari territoriali.
PROGRAMMAZIONE, FABBISOGNI E FINANZIAMENTO DEI LEA
La Regione non può sottrarsi al suo compito prioritario: quantificare i reali bisogni di salute, finanziare in misura adeguata i Livelli Essenziali di Assistenza e utilizzare tutta la capacità erogativa qualificata già presente sul territorio. Ritardi nell’assegnazione dei budget, risorse non commisurate ai fabbisogni e tariffe insufficienti penalizzano pazienti e strutture.
Anziché creare sovrapposizioni, occorre abbattere le liste d’attesa mediante un programma trasparente, integrato e controllabile che valorizzi la specialistica ambulatoriale pubblica e privata accreditata secondo qualità, appropriatezza e capacità erogativa.
LE RICHIESTE AL PRESIDENTE DELLA REGIONE E ALL’ASSESSORATO ALLA SALUTE
1. Verificare preventivamente, prima di ogni ulteriore ampliamento regionale, requisiti, personale, responsabilità cliniche e controlli applicabili ai servizi sanitari nelle farmacie.
2. Pubblicare gli standard strutturali, tecnologici, organizzativi e professionali, nonché gli esiti delle verifiche delle ASP, nel rispetto dei limiti di legge.
3. Garantire qualità, sicurezza e appropriatezza equivalenti per prestazioni comparabili, senza sovrapposizioni abusive di competenze professionali.
4. Rendere pubblico il fabbisogno sanitario che giustifica i nuovi servizi, i relativi costi e gli indicatori di beneficio per i cittadini.
5. Rivedere la programmazione della specialistica territoriale, attribuendo tempestivamente budget adeguati e criteri oggettivi di qualità e appropriatezza erogativa.
6. Riconoscere e valorizzare gli ambulatori e i poliambulatori specialistici nel sistema territoriale di prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione.
7. Convocare con urgenza le organizzazioni sindacali firmatarie per un confronto istituzionale effettivo.
«LA SALUTE NON SI APPALTA, NON SI SVENDE E NON SI IMPROVVISA»
«La Regione Siciliana deve scegliere se programmare l’assistenza sulla base di bisogni reali, competenze professionali e standard verificabili oppure continuare a moltiplicare percorsi che rischiano di disorientare i cittadini. Il farmacista non è un medico e la farmacia non è un ambulatorio specialistico. Non siamo contro i farmacisti: siamo contro le scorciatoie, le ambiguità sulle responsabilità cliniche e una programmazione che penalizza chi è già autorizzato e accreditato per erogare prestazioni specialistiche. La salute dei siciliani richiede regole, qualità, trasparenza e pari garanzie di tutela».
Le organizzazioni firmatarie si riservano ogni iniziativa istituzionale e legale consentita dall’ordinamento a tutela dei cittadini e del corretto funzionamento del Servizio sanitario regionale.
ORGANIZZAZIONI FIRMATARIE
CIMEST – Coordinamento Intersindacale della Medicina Specialistica Territoriale
CONF SALUTE HEALTHCARE – Presidente regionale Luigi Marano
SINDACATO NAZIONALE BRANCHE A VISITA – Dott. Salvatore Calvaruso











