Decreto Aiuti bis, l’allarme della FICT: “Senza sostegni è come una condanna a morte”

“A seguito dell’approvazione al Senato del Dl Aiuti bis senza gli emendamenti che prevedevano sostegni anche le realtà del privato sociale, le Comunità Terapeutiche che svolgono un lavoro socio assistenziale a favore di minori e adulti con dipendenze patologiche e fragilità subiscono pesantemente le conseguenze della crisi energetica. Strutture residenziali dedicate alla cura e al recupero delle fragilità già sfiancate da due anni di pandemia e con risorse già esigue, rischiano davvero una sofferenza ingente, inflitta soprattutto ai ragazzi in cura”. E’ l’allarme lanciato da Luciano Squillaci, Presidente FICT (Federazione Italiana delle Comunità Terapeutiche).

Squillaci prosegue: “Non tenere in considerazione questo settore significa non avere la percezione del grande vuoto che si può lasciare a chi è già in condizioni di svantaggio. Per riuscire a sostenere i costi energetici – sottolinea – dovremmo chiudere le mense nelle nostre strutture e usare le candele per svolgere le attività quotidiane, terapeutiche e riabilitative. E’ preoccupante, disumano, desolante essere lasciati sempre indietro e dover di continuo alzare la voce per ricordare che il lavoro del privato sociale è a sostegno di numerose famiglie, di persone con disagi importanti e a sostegno delle comunità territoriali”.

Conclude il presidente FICT: “Chiediamo che il Governo riprenda in considerazione questo settore dimenticato. E’ una questione di equità, giustizia sociale e sostegno alle fragilità, altrimenti sarebbe una vera condanna a morte”.

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