Assistenza e DM 71, Case di comunità e Farmacia dei servizi: alcuni spunti su cui riflettere

Riqualificazione dell’assistenza territoriale, digitalizzazione e informatizzazione per rilanciare la sinergia tra professionisti sanitari e sviluppare servizi di prossimità: sono alcuni degli obiettivi contenuti nel documento di proposta di Cittadinanzattiva, presentato il 18 maggio scorso al Ministero della Salute, chiamato “Salute di Comunità”. Un testo importante, che merita di essere riletto in alcuni dei suoi passaggi chiave.

L’affanno del SSN

Il Servizio Sanitario Nazionale (si legge nell’analisi) ha retto alla pandemia da Covid-19 ma, adesso che l’emergenza pare sotto controllo, le analisi effettuate da associazioni e istituzioni restituiscono l’immagine di un sistema in pesante affanno, con l’aumento vertiginoso dei tempi di attesa sia per le prestazioni ordinarie che per quelle legate alle esigenze dei malati cronici e della medicina d’urgenza: fino a 720 giorni per una mammografia (fonte Cittadinanzattiva 2022).

Il tutto in un contesto europeo che vede l’Italia agli ultimi posti per qualità della vita dei pazienti con una o più patologie e all’ottavo posto per bisogni insoddisfatti di visite mediche (EUROSTAT 2019). Secondo le rilevazioni OCSE, è in Italia il tasso più alto di pazienti con demenza senile, dato anch’esso in aumento (per il 2050, una persona su 25 sarà affetta da demenza).

Da qui la nascita del documento “Salute di Comunità – Dal bisogno alla soluzione – Analisi civica per la definizione degli standard qualitativi, organizzativi, tecnologici e di investimento”, realizzato da Cittadinanzattiva – con la collaborazione di Fnomceo, Fnopi, Federfarma e Fimmg e il contributo non condizionato di Farmindustria.

Il DM 71 e la riorganizzazione dell’assistenza territoriale

Al centro della riflessione c’è il recente DM 71 (lo Schema di decreto del Ministro della salute relativo ai “Modelli e standard per lo sviluppo dell’Assistenza Territoriale nel Servizio Sanitario Nazionale”) necessario per l’attuazione della misura PNRR M6 – C1 – Riforma Reti di prossimità strutture e telemedicina per l’assistenza sanitaria territoriale. Tale riorganizzazione dei servizi sanitari nei territori è declinata, ricorda il documento di Cittadinanzattiva, secondo alcuni temi chiave: accesso e prossimità delle cure, aggiornamento e potenziamento del sistema della prevenzione, ridefinizione del rapporto fra ospedale e territorio, implementazione delle nuove tecnologie e digitalizzazione dei sistemi per semplificare l’accesso alle cure e programmare servizi efficaci.

Si tratta di priorità importanti per migliorare il nostro servizio sanitario e renderlo più equo ed accessibile ai cittadini, a cominciare dalla riforma per la riorganizzazione dell’assistenza territoriale. Tuttavia, occorrerà una lettura attenta dei contesti territoriali, per individuare percorsi e non solo luoghi che favoriscano servizi più accessibili e prossimi ai cittadini, e per avere maggiore attenzione alla qualità della vita puntando molto sul domicilio come luogo privilegiato di cura”, ha dichiarato Anna Lisa Mandorino, segretaria generale di Cittadinanzattiva. “La carenza di servizi, la distanza dai luoghi di cura, tipica di alcune aree del paese, come pure la complessità delle aree urbane e metropolitane impongono un’innovazione dei modelli organizzativi sanitari territoriali. In questa ottica ci auguriamo che la messa a terra del DM71, e in particolare la riforma delle Case di comunità previste, siano attuate con il coinvolgimento delle comunità locali, più di quanto sia stata fatto finora”.

Farmacia dei servizi e Infermiere di Comunità: 2 modelli da implementare

Il documento “Salute di Comunità” formula anche alcune proposte per rispondere alle sfide del dopo-pandemia, a partire dalla riorganizzazione della medicina territoriale in cui l’implementazione effettiva della Farmacia dei servizi e della figura dell’Infermiere di Comunità, sono esempi concreti che vanno in questa direzione. La visione della futura medicina territoriale comprende l’importante ambito del rapporto fra ospedale e territorio, facendo leva su una visione centrata sul percorso di cura e sulla presa in carico che si articolano tra territorio e ospedale in un continuum sinergico ed efficiente tra luoghi di cura e professionisti sanitari. Questo percorso deve prevedere la piena valorizzazione delle figure sanitarie coinvolte nei vari luoghi di cura e il pieno utilizzo della digitalizzazione quale strumento facilitante sia per il sistema sia per il cittadino. Lo sviluppo del Fascicolo Sanitario Elettronico così come la costruzione e la diffusione di piattaforme informatiche in grado di monitorare il percorso di salute dei pazienti, sono elementi imprescindibili per garantire la realizzazione di tale percorso.

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